PATTI

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Il nome della città Epacten ha origini greche, vuol dire “sulla sponda” e le tracce della sua storia si evidenziano nel centro storico medievale,  nei siti archeologici della Villa Romana e della Polis greca di Tyndari. La fondazione dell’ antica città di Tindari risale al 396 a.c. per volere del tiranno siracusano Dionisio il Vecchio e  fu abitata da greci, romani e saraceni. La parte più alta è occupata dal Santuario della Madonna nera che richiama numerosissimi fedele tutto l’anno. Ai piedi del santuario si possono ammirare i “laghetti di Marinello”, laghi di acqua salmastra, il cui numero varia a seconda della stagione e delle maree. La storia di questi laghetti appare sempre legata all’influenza del santuario, in quanto nel 1982 le maree tracciarono un lago dal profilo sembiante ad una donna con bimbo in grembo, che la fede popolare attribuì alla madonna nera. Dall’alto del promontorio di Tindari si gode di un panorama mozzafiato, tra cui la vista del mare con il maestoso spettacolo delle 7 isole eolie, dei laghetti di Marinello e della costa che si estende da Milazzo a Capo Calavà. Da qui, dietro  la collina tra Tindari e Marinello, discende il sentiero “Coda di Volpe”, lungo circa 1,5 km su un dislivello di 300 m,. con lo sfondo dello splendido panorama del Tirreno.

 

 

PRINCIPALI ATTRATTIVE

 

SANTUARIO DELLA MADONNA NERA E AREA ARCHEOLOGICA DI TINDARI

Il Santuario della Madonna Nera di Tindari è stato edificato tra il 1959 e il 1979 e costruito lasciando intatta l’antica chiesetta, ancora oggi accessibile, riedificata nel 1549 dopo le devastazioni subite ad opera del corsaro Barbarossa. Di rilevante importanza è anche l’area archeologica di Tindari, antica città greco-romana fondata da Dionigi di Siracusa nel 397 a.c. Qui è possibile visitare: il Teatro greco-romano, costruito dai greci nel III secolo a.C. con blocchi di pietra arenaria e poi modificato dai romani per adattarlo ai giochi circensi;  la Basilica romana e il Gymnasium, destinati rispettivamente a pubbliche riunioni e allo svolgimento di esercizi atletici,  risalenti alla fine del I secolo a.C.; le terme con pavimenti decorati a  mosaici e l’Antiquarium.

 

BASILICA CATTEDRALE DI SAN BARTOLOMEO

E’ la più grande e antica tra le chiese di Patti, e sorge accanto al Palazzo vescovile e al seminario. L’impianto primitivo, risalente al 1094, venne commissionato dal Conte Ruggero del Casato D’Altavilla, e presenta un prospetto a decorazione lavica con inserti di marmo bianco. La chiesa, dedicata alla patrona Santa Febronia, sorge sulle fondamenta di una chiesa di epoca romana che custodisce il sarcofago della Regina Adelasia (moglie del gran conte Ruggero).

 

VILLA ROMANA

La Villa Romana di Patti è una grande villa di età tardo imperiale romana di circa 20.000 mq risalente al IV secolo d.C. costruita sui resti di una villa del II-III secolo d.C., e scoperta nel 1973 durante i lavori di costruzione di un tratto di autostrada. Al suo interno si possono visitare la corte a peristilio, l’aula absidata, le terme, l’antiquarium e i mosaici pavimentali policromi.

 

MUSEO DELLA CERAMICA

Il Museo della Ceramica raccoglie oltre 650 oggetti di ceramiche antiche dell’800 e del ‘900 destinate ad uso quotidiano. Il repertorio di forme vascolari delle fornaci pattesi risulta vario, infatti si hanno le pignate, i piatti, i baini, le giare le anfore e molti altri pezzi.

 

MUSEO DIOCESANO

Le sale del Museo diocesano di Patti, all’interno del Palazzo vescovile, costituiscono un patrimonio culturale testimone della vita religiosa della comunità nebroidea. Si possono ammirare oltre 400 opere appartenenti a diversi periodi storici.

 

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