TRIPI

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La città di Tripi rappresenta un borgo ancestrale dall’affascinate storia millenaria, infatti basti pensare che i ritrovamenti più remoti appartengono al Paleolitico superiore. Ma la notizia più eclatante resta l’individuazione della gloriosa città di Abakainon, su preesistenti appostamenti preistorici, divenuta successivamente “municipium” romano con il nome di Abacaenum o Abacaena. Per quanto riguarda l’origine del nome “Tripi” vi sono due studi differenti: il primo asserisce che venne chiamato Tripium o Steropium, in onore di Sterope, uno degli aiutanti di Efesto; mentre la seconda teoria si basa sul toponimo “Trabilis” (“Tripolis” tre polis, Piano, Casale e Tripi, i nuclei dell’odierno insediamento) rinvenuto in un documento datato 1134 d.C. Il paese fu, non solo un centro florido di fondamentale importanza, ma anche snodo strategico essenziale. Inoltre possedeva una sua moneta indipendente e dalle incisioni delle sue monete, di cui ricordiamo che alcuni esemplari vengono esposti in tutto il mondo, scopriamo che il cinghiale ivi raffigurato, rappresenta l’emblema cittadino, per i termini di connessioni sia con la selva di cui fa parte il suo territorio, che con l’arte venatoria a cui furono dediti i suoi abitanti. In seguito a varie vicissitudini la città venne annientata da Cesare Ottaviano a causa dei mancati rifornimenti al suo esercito nel 36 a.C, e successivamente del tutto rasa al suolo e abbandonata dopo un cataclisma naturale, i cui superstiti, guidati dagli Arabi e dai Normanni, si stanziarono dove oggi sorge la cittadina di Tripi. Il territorio di questo comune offre quindi, sia luoghi di culto e testimonianze della storia passata del paese con numerose chiese, i monumenti, il castello e la necropoli, ma anche diversi sentieri montani immersi nella natura circondati da boschi, pascoli e vegetazione mediterranea, lungo i quali scorrono vari torrenti, un luogo ideale per chi ama passeggiare o andare in bici.

 

PRINCIPALI ATTRATTIVE

 

MUSEO ARCHEOLOGICO “SANTI FURNARI”

Il Museo è situato nel palazzo nobiliare del tardo ottocento appartenuto alla famiglia Furnari e fu inaugurato qualche anno fa. Al suo interno sono custoditi i reperti provenienti dai numerosi scavi di Abacena. Difatti oltre alle già menzionate emissioni valutarie, a testimonianza di questa antica civiltà vi sono i resti di mura, di alloggi dei vari periodi storici, della villa romana in contrada Piano, nonché di un’importante e significativa necropoli di spiccata monumentalità. Da qui provengono i corredi funebri che vantano oltre a notevoli ornamenti di ceramica, anche esemplari di oreficeria singolarmente ricercati, come diademi e finte ghirlande di mirto, girocolli, anelli con castone, pendenti e bracciali. Inoltre di gran pregio sono anche gli specchi bronzei, le armi e terrecotte. Una nozione di merito va fatta per gli ausili multimediali interattivi creati ad hoc per il museo, che consentono una più agevole esplorazione dei suoi interni.

 

RUDERI DEL CASTELLO

Dominano l’acropoli i resti del Castello. Nonostante questo abbia un’origine antichissima, e lì si succedettero i vari signori di Tripi, se ne ignora completamente la genesi, infatti l’unica fonte storica pervenutaci è un documento del 1154, stilato dal geografo Idris, che parla della presenza in questo luogo di una fortezza medievale. La roccaforte andò successivamente deteriorandosi e cadde in disuso, forse solo durante l’ultimo conflitto mondiale fu utilizzato dalle vedette. Attraverso la visita del Castello si possono quindi ammirare delle tracce di cinta muraria e degli accenni di merlatura. La planimetria è piuttosto asimmetrica, con un esiguo ballatoio congenito, da cui si vedono parti delle fortificazione ed una parete con alcune finestre disposte regolarmente.

 

CHIESA MADRE

La chiesa fu consacrata al Santo Protettore San Vincenzo Martire di Spagna. Nel suo interno trovano spazio diverse opere d’arte e reliquie, tra cui una parte del cranio del Santo, l’antico busto in terracotta con la Madonna del Capello, le effigie di San Giuseppe, dell’Immacolata e di San Vincenzo. Quest’ultima era considerata fonte di miracoli, venne infatti inviata dalla Spagna nel ‘500 con un’imbarcazione e fu trasportata con tutti gli onori da Milazzo a Tripi. La processione di San Vincenzo, celebrata la prima domenica di settembre, è molto caratteristica e suggestiva, infatti in tale occasione, la statua del Santo viene condotta in spalla da vigorosi portatori per le strade della cittadina scortata da una folla di fedeli, dalla banda musicale e dallo sparo di mortaio.

 

CHIESA DELLA S.S. TRINITÀ

La chiesa risale ai secoli XVI – XVII.

 

CHIESA DELL’ANNUNZIATA

La chiesa risale al XVII secolo ed è caratterizzata dalla necropoli adiacente.

 

CHIESA DI SAN BIAGIO

La chiesa fu dichiarata “bene monumentale” dalla Sovrintendenza.

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