Tindari Nebrodi
     
Introduzione  

Sul golfo di Patti, a 300 metri sul livello del mare sorgeva Casale della Montagna, oggi  chiamata  Montagnareale. Nata alle dipendenze di Patti, riuscì a conquistare la propria indipendenza nel 1636, grazie al duca Ascanio Ansalone,  che pagò un riscatto di 4 mila ducati. Sotto il suo governo, Montagnareale ebbe un grosso sviluppo economico e demografico. Tra i luoghi più suggestivi  c’è sicuramente il “Mulino di Capo”, ancora perfettamente funzionante e alimentato con l’acqua del torrente. Montagnareale, offre uno splendido itinerario naturalistico all’interno della Pineta di Rocca saracena. Nata per far fronte ai problemi di dissesto idrogeologico, oggi è diventata meta di turisti e scolaresche. Nel bosco crescono rigogliosi pini, abeti, cipressi, lecci, castagne e nocciole, mentre il sottobosco è ricco di fragoline e funghi di varie specie.
All’interno del Paese si innalzano tre chiese:
In centro la Chiesa Madre, dedicata alla Madonna delle Grazie, portata a spalla, in processione il 15 agosto,  da 24 flagellanti. Nella piazza omonima si trova, invece la Chiesa di Santa Caterina,
e nella parte alta del Paese domina la Chiesa di San Sebastiano.
Ma Montagna reale è famosa anche per le sue splendide fontane. L’ultima domenica di ottobre si svolge la sagra delle castagne.

 
   
 
     
       
 
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