Tindari Nebrodi
     
Introduzione  

Un’invidiabile posizione geografica, a metà strada tra Capo Calavà e Capo Tindari, e un panorama senza eguali:   sorge Patti. Dal greco Epacten, sulla sponda, Patti ha vissuto una storia di dominazioni e conquiste. I primi ad abitare la zona sarebbero stati i superstiti dell’antica Tindari, sfuggiti al cataclisma del 1 d.C. , dove fondarono una area abitativa  ricca e prestigiosa. Oggi si puo ammirare  La villa Romana imprezziosita di mosaici e reperti, situata nella zona Marina. La zona archeologica,   il teatro , il museo ,  nella collina di Tindari.  Nella parte più antica, articolata tra stradine e gradinate si nota ancora l’impronta medievale, mentre la parte più nuova si stende più a nord verso la marina. La Cattedrale risale al  X secolo. Al suo interno, oltre a preggevoli pitture e statue, vi è il sarcofago rinascimentale della Regina Adelasia del Monferrato, moglie del Gran Conte Ruggero d'Altavilla e madre di Ruggero II° primo re di Sicilia. Si racconta che la Regina Adelasia, dopo il disastroso matrimonio con Baldovino di Gerusalemme, volle ritirarsi a Patti dove visse gli ultimi anni della sua vita e morì nel 1118. Sotto i borboni Patti ottiene il titolo di Senato ed è  presieduta da un Sindaco. Il centro di Patti è ricco di palazzi ottocenteschi. Pregevole la fontana del calice, anch’essa del 1800, che adorna la piazza Niosi. Il più antico e caratteristico quartiere della città è Polline, dove si trova la chiesetta dedicata a Santa Febronia,  che è la protettrice della città. Lungo la strada che porta al castello e alla cattedrale si nota la fontana Napoli, la cui  vasca doveva essere il sarcofago originario della regina Adelasia.  Attraverso una serie di pittoresche stradine, si arriva al quartiere San Michele, dove si trova l’omonima chiesa, che conserva un pregevole ciborio marmoreo della bottega gaginiana. Di fronte la villa Comunale, istituita e aperta nel XIX secolo si trova lo splendido Palazzo Gatti.
Tra gli edifici di culto si ricorda ancora:
la chiesa di S. Maria dei Greci, e la Chiesa di Sant’antonio Abate.


 
   
 
     
       
 
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