Tindari Nebrodi
     
Introduzione  

Da molti considerato la gemma dei Nebrodi, Sant’Angelo di Brolo sorge su una vallata tra
uliveti, aranceti e noccioleti. La sua fondazione risale all’epoca normanna e ruota attorno al Monastero basiliano di San Michele Arcangelo, fatto costruire da Ruggero d’Altavilla in ringraziamento all’arcangelo Michele per aver sconfitto i saraceni nella “Battaglia delle tre fontane”. La presenza a Sant'Angelo dei monaci della regola di San Basilio e di numerosi altri ordini monastici, fece sì che il paese sviluppasse una notevole architettura religiosa. Nel cuore del paese, nella piazzetta S. Maria, al termine della via Umberto I, sorge la Chiesa Madre, dedicata a Santa Maria. La pianta è  a  croce latina, con tre navate, fu ricostruita nel 1534,  al posto di una, di stile romanico. Al suo interno viene conservata la cinquecentesca statua della Madonna con bambino.
Sempre del 1500, nel borgo più antico, c’è la chiesa dedicata ai santi Filippo e Giacomo; anche questa a tre navate,  un bel selciato policromo, con pietra locale cavata dalla contrada Vetriolo, introduce al tempio di stile barocco, ove si trovavano numerosi quadri e sculture.
Sono resistite all'incuria del tempo le chiese conventuali, ad eccezione di quella di S. Chiara,
oggi adibita a teatro, con un bellissimo soffitto a cassettoni in legno scolpito. La vicina Chiesa di S. Domenico,  è impreziosita nell'abside, dagli stucchi di Aloisio Piscott, della scuola del Serpotta .
Nel centro del paese si trova anche la chiesa di S. Francesco di Paola, con portale in stile rinascimentale. In alcune frazioni di sant'Angelo, si trovano ancora: la Chiesa del Giardino 
e la Chiesa dell'Annunziata.Tra le costruzioni non religiose da ricordare la Torre saracena di Piano Croce, ricostruita dopo i terremoti del XV secolo e il vecchio mulino ad acqua. Il paese è noto anche per la sua gastronomia, legata al famoso salame di Sant’Angelo, prodotto riconosciuto DOP , fatto con la carne nel suino nero dei nebrodi .

 
   
 
     
       
 
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